Orgoglio e pregiudizio

Gli italiani amano la mamma

Par Elisa Torretta

Un tipico mammoneScrivo il presente articolo per promuovere un Movimento di Emancipazione dell’Uomo Italiano Dalla Mamma (M.E.U.I.D.M.). Mi accontento di un gruppo su Facebook.

Parto da una domanda: perché, in una società profondamente maschilista come la società italiana, la figura della mamma è così venerata?
Forse, la causa ha origine da una dura constatazione: in Italia (e nelle culture mediterranee in genere) la donna non vale niente, se non in quanto madre. Il suo valore aumenta se è madre di un figlio maschio. Non è un caso se i figli maschi sono più attaccati alla madre, rispetto alle figlie femmine, perché, se è vero che gli italiani amano la mamma, è vero anche che le mamme italiane adorano i loro bambini come dei piccoli imperatori. Questa situazione genera, spesso, un rapporto di venerazione e dipendenza reciproca madre-figlio.

Come si arriva a questo punto? Immaginate di essere una mamma italiana. Le persone che dovete rispettare di più sono, in ordine inverso:
- al terzo posto: il marito, perché così impone la tradizione;
- al secondo posto: la suocera, perché voi non cucinerete mai bene come lei;
- al primo posto: il figlio maschio, perché è grazie a lui se la vostra vita ha un senso. Lui rappresenta la vostra soddisfazione e le vostre aspirazioni. Se avete la sfortuna di avere solo figlie femmine, con loro avrete inevitabilmente un rapporto conflittuale e problematico.

Paradossalmente, le persone più maschiliste non sono gli uomini, ma le mamme di figli maschi. Le mamme viziano i loro bambini fino al ridicolo. Continuano a trattarli come bambini fino - almeno- ai 50 anni. Anche se il figlio non abita più con i genitori, la mamma stira le sue camicie, gli fa trovare la cena pronta tutte le sere, e si scandalizza se un’eventuale fidanzata gli permette di lavare i piatti.
Anche chi vorrebbe essere più indipendente finisce per approfittare di tanti benefici e per vivere in simbiosi con una madre che gli rende tanti servizi. Esiste anche una parola precisa per descrivere gli uomini di questo tipo: un mammone.

Forse, per eliminare il problema alla radice, prima di tutto sarebbe necessario promuovere un M.E.D.M.D.S.F. (Movimento di Emancipazione Della Mamma Da Suo Figlio). Forse, molti uomini italiani si sentiranno offesi per queste frasi. Signori, il “mammismo” è una malattia che il malato non riconosce mai di avere. Anche per questo è difficile da curare. Quindi, invito tutti a un’analisi di coscienza…

Tipicamente, si identifica il mammone con l’uomo che rimane a casa dei genitori fino a 30 anni e più, invece di cercare la propria indipendenza. Per giustificare questa situazione, in genere l’uomo in questione avanza motivazioni di tipo economico. Infatti, esistono molti giovani costretti a restare a casa dei genitori perché hanno salari troppo bassi per pagare un affitto (in media i salari dei giovani italiani sono intorno ai 1000 euro al mese). Ma il vero mammone non è chi è costretto dalle circostanze a vivere con i propri genitori.
Il vero mammone è chi, a 30 anni, permette alla mamma di mettere in ordine le sue cose o di rifare il suo letto, esattamente come quando aveva 3 anni. O chi, anche con un lavoro stabile e a volte anche con una sua famiglia, trova normale abitare a poca distanza dalla madre e andare a mangiare da lei tutti i giorni.

L’attaccamento ossessivo alla mamma è un fenomeno diverso dall’attaccamento alla famiglia in generale.
Si dice che la famiglia italiana può essere opprimente, invadente, onnipresente, ma una cosa è sicura: non ti abbandona mai.
La famiglia chiede molto, ma dà molto. In una nazione come quella italiana, dove le parole “sussidio di disoccupazione”, “salario minimo”, “edilizia popolare”, “contributi per l’affitto” suonano come “unicorno”, “fenice” e “Atlantide”, l’aiuto della famiglia è fondamentale per sopravvivere.
Perché lo stato italiano non aiuta i giovani a comprare una casa o a pagare l’affitto? Perché, secondo la mentalità nazionale, è la famiglia che deve pensare a questo tipo di sostegno. In questo modo, lo stato risparmia molti soldi, e anche chi cerca di essere autonomo, spesso deve rassegnarsi a vivere alle spalle dei propri genitori.

Ma alla fine, dopo tante riflessioni e congetture, cosa c’è di strano nell’amare qualcuno che ti perdona sempre, che pensa che sei la persona più intelligente del mondo e che dedica quasi tutto il suo tempo a te?
E’ in questo modo che la mamma ha conquistato uno dei primi posti nel cuore degli italiani, forse anche sopra il calcio. Una famosa canzone, che prende la voce di un ipotetico emigrante di ritorno a casa dopo molti anni, traduce bene il sentimento di milioni di italiani con queste semplici parole: “mamma, sono tanto felice perché ritorno da te (…). Mamma, la canzone mia più bella sei tu, sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più”.


Glossario :

maschilista: chi sostiene che l’uomo sia intellettualmente superiore alla donna.
scarso: insufficiente, che manca di qualcosa.
suocera: la madre del marito o della moglie.
stirare: eliminare le pieghe dei vestiti con l’apposito ferro da stiro.
sussidio: aiuto in denaro.
disoccupazione: la condizione di chi non ha lavoro.
edilizia popolare: abitazioni costruite dallo Stato e date ai cittadini a basso costo.
affitto: locazione di una abitazione.
calcio: football

Publié le mardi, 20 avril 2010 à 22h08