Momento critico

Antidotum

Par Guido La Tartara

Nel piccolo e suggestivo micro-macrocosmo d’idee che è il Petit Theatre du Bonheur a Montmartre, la Compagnia Sudanzare ha portato in scena Antidotum, breve e piacevole spettacolo al bivio tra prosa d’innovazione e Teatro-danza.

La piéce di questo petillante duo si apre con una gag dal fare ironico/provocatore.

Una venditrice dall’aria cialtrona (ricononducibile oltre che dall’iconografico costume di scena, anche dai toni e dalle movenze al grande poeta-cantore Rino Gaetano) cerca di invogliare all’acquisto di un trovato della medicina, o forse della stregoneria, capace di rimediare ad ogni sorta di male fisico e/o psicosociale.

La gag è vivace, leggera ma con picchi sarcastici. L’entrata in scena piena di una “volontaria” per la prova della veritiera efficacia dell’Antidotum cambia i toni i ritmi. La situazione sfugge inaspettatamente di mano alla “cialtrona” ed immerge gli spettatori in un vorticoso saggio antropologico di quello che fu il Grand Tour del XVII secolo per gli studiosi di Francia ed Inghilterra (che arrivavano nelle terre del sud italico per poterne studiare riti e tradizioni).

Le musiche ed i contributi audio ben miscelati da Damian Alequi accompagnano gli spettatori in un crescendo di informazioni, curiosità e danze dai ritmi e dai fini apotropaici, rituali e pregne di devota superstizione.

Lo spettacolo apre una breccia di riflessione sulle danze del sud Italia come le Tarantelle –il duo in scena ideatore ed interprete dello spettacolo, composto da Tullia Conte e Serena Tallarico, insegna in Atelier e giornate danzanti a Parigi con cadenze settimanali danze tradizionali italiane- che oggi vengono vissute come momento di mero svago da qualcuno, mentre in altri casi vengono ancora ritenute un vero e proprio Antidotum per lo spirito e per il corpo.

Publié le mardi, 27 mars 2012 à 13h25